Campo Palazzo: Emergenza garantita, si programma il futuroAGR: Non abbandonare a se stessi i lavoratori stagionali extracomunitari già presenti nel Vulture Alto Bradano per la raccolta del pomodoro e, nello stesso tempo, lavorare per mettere a punto un sistema di accoglienza perfettamente operativo nella stagione 2011. Opererà in tal senso il tavolo tecnico operativo, istituito dalla Regione Basilicata per fronteggiare l’emergenza del flusso immigratorio nell’area di Palazzo San Gervasio che, coordinato dal Commissario straordinario della Comunità montana Alto Basento, Antonio Anatrone, si è riunito ieri mattina.
OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA
Era da aspettarselo, al Campo di Accoglienza c’è stato un tentativo di occupazione. Queste note le apprendiamo in modo frammentario da cittadini che casualmente erano di passaggio dalla provinciale che da Palazzo San Gervasio porta a Spinazzola, che costeggia l’ex fabbrica di laterizi. Le informazioni pervenuteci sono incomplete per cui il racconto potrebbe risultare poco veritiero, anche se è poi la sostanza quella che interessa.
Una cinquantina di lavoratori hanno saltato la rete di recinzione portandosi all’interno del Campo di Accoglienza, ingaggiando immediatamente dopo una trattativa con le forze dell’ordine arrivate in gran numero. In serata si era già risolto tutto con la fuoriuscita dei lavoratori che sono ritornati nei casolari che tanti si ostinano a definire ruderi.
Pare, ma anche questo è da confermare che ci sia stato anche un tentativo di occupazione di un appartamento di proprietà dell’ATER (Case Popolari), anche questa notizia è però da convalidare, di certo però è che la necessità di trovare un alloggio adeguato per questi uomini e donne non può essere demandata al prossimo anno o ai responsi che usciranno dai vari monitoraggi. I risultati di tali monitoraggi non saranno degli oracoli e non ci aiuteranno a risolvere il problema se chi ha il potere per farlo non ha la volontà di deliberare positivamente.
Certo che però l’accaduto non poteva terminare senza uno strascico di polemica locale in seguito ad alcune voci messe in giro secondo la quale sarebbe responsabilità di alcuni volontari dell’Osservatorio Migranti Basilicata che avrebbero incitato i lavoratori a questa manifestazione.
L’Osservatorio Migranti Basilicata non nasconde di condividere questa azione di protesta, evidentemente simbolica, e da il suo pieno appoggio a questi lavoratori che manifestano la loro condizione all’interno di regole democratiche, condannando qualsiasi forma di violenza. Se l’Osservatorio Migranti Basilicata avesse partecipato a questa contestazione di certo non avrebbe assunto il ruolo di mero incitamento, cosa lontana dal nostro modo di essere, saremmo stati all’interno del Campo di Accoglienza con i lavoratori in questa loro denuncia.
Per cui non accettiamo qualsiasi tentativo che miri a screditare il lavoro che i nostri volontari stanno conducendo da circa due mesi per fronteggiare questa ennesima “emergenza accoglienza” e da dieci anni vicino alle vertenze dei migranti, per cui abbiamo dato mandato ai nostri legali affinché mettano in essere tutte quelle azioni che servono a proteggere i nostri volontari da siffatte calunnie.
Facciamo appello alle forze democratiche di questa nostra regione affinché la questione sia portata su un piano di discussione politica e non su quello giudiziario-repressivo, certi di non essere soli in questa battaglia di emancipazione dei diritti e di civiltà.
Immigrati, emergenza per migliaia di stagionali in Basilicata e PugliaI raccoglitori di pomodori vivono in casolari senza acqua ne' luce a causa della chiusura del campo di accoglienza di Palazzo San Gervasio: si teme una nuova Rosarno
ROMA - "Palazzo San Gervasio non puo' mai diventare una nuova Rosarno. Qui non ci sono mafiosi che fanno il tiro ai piccioni sui neri o che li rapinano delle loro misere paghe. Se Palazzo dovesse malauguratamente diventare una nuova Rosarno, certamente non sara' per colpa dei palazzesi.Sara' per colpa delle istituzioni". Si chiude cosi' l'ultimo comunicato dell'Osservatorio migranti Basilicata, i cui volontari sono impegnati da dieci giorni nella consegna quotidiana di mille litri d'acqua sulla provinciale 21, nei casolari diroccati che segnano il tutto esaurito di lavoratori africani. Almeno un migliaio, si stima. Ma ogni anno, tra la fine di agosto e la fine di settembre, ne arrivano circa tremila per la raccolta del pomodoro in un'area ristretta tra Palazzo, Venosa, Melfi e Lavello. "Ormai qualunque paese che ospita un po' di migranti diventa per i media una potenziale Rosarno - dice lo scrittore Antonello Mangano, autore di saggi sull'argomento - ma il paese della Piana deve diventare il simbolo della rivolta contro la violenza mafiosa e lo sfruttamento bestiale, non di tensioni interrazziali che possono sfociare nello scontro". Emergenza umanitaria si, emergenza umanitaria no. Per le associazioni e i volontari la situazione e' grave, soprattutto dopo la decisione del comune di non riaprire il centro all'ingresso del paese dove da undici anni, gli immigrati si accampavano con le tende. Trovando sbarrato l'ingresso, molti si dirigono nelle decine di casolari abbandonati in aperta campagna. Ruderi senza porte e finestre, senza corrente elettrica, servizi sanitari, assistenza medica e, soprattutto, senza acqua per bere e per lavarsi. Tuguri, abbandonati si, ma con proprietari che a volte ci stipano le balle di fieno. Dunque luoghi soggetti a sgombero da parte delle forze dell'ordine dopo le denunce dei privati. "Un'eventuale epidemia colpirebbe solo la popolazione immigrata o metterebbe in pericolo tutti?" si chiedono ancora gli attivisti dell'Osservatorio. E sottolineano che con la mancata riapertura del centro "si scarica un problema di natura pubblica sui privati". Il sindaco del paese, Federico Pagano, ha parlato di violazione delle norme igieniche e di sicurezza nel centro per il fatto che i lavoratori stranieri si auto organizzavano con spacci alimentari e bombole di gas per cucinare. I volontari rispondono mettendo in evidenza come vivendo nei tuguri, comunque non sussistono le garanzie di igiene e sicurezza e sostengono che cittadini del posto avrebbero venduto agli africani pecore ammalate per scopi alimentari. Per le istituzioni locali, al contrario, questa emergenza non c'e'. Ad esempio, il comune di Venosa non ha mai risposto a una lettera della Caritas parrocchiale che gia' a luglio sollevava il problema. E se dei provvedimenti sono stati presi, sono sicuramente inferiori rispetto alla portata del fenomeno, denunciano ormai da tempo le associazioni locali che seguono la vicenda.
fonte «Agenzia Dire»
www.dire.it
In Basilicata con i Templari sulle tracce del Graal
di LORENZA COLICIGNO
Se si parte dal presupposto che il mistero fa bene al turismo, nulla di male ad infittirlo nel tentativo di svelarlo. E proprio quello che accade con il tema dei Templari in Basilicata, regione dalle grandi basiliche, cui deve il nome, e dai pochi abitanti, ieri come oggi, elemen- to questo che, insieme alle date di fondazione, ai simboli impressi su colonne e mura, alle torri ottagonali, alle reliquie o presunte tali, fa ipotizzare celebrazioni e riti solenni in occasione del passaggio dei crociati e investiture di cavalieri, insomma avvalora la presenza diffusa e del tutto rimarchevole dei Templari in Basilicata. Dalla documentazione architettonica e d’archivio al gioco sfrenato dell’immaginazione il passo è breve, percorso legittimo, del resto, in ambienti di grande fascino e mistero come sono quelli della Basilicata, terra magica, come la definì De Martino, coinvolta in un vero e proprio tour dei Templari, che abbraccia la ricerca di interpretazione di documenti, come inun convegno tenuto a Vaglio nel 2007, sfilate-rievocazione di eventi storico-leggendari, come a Forenza, manifestazioni sportive, come a Banzi le «6 ore dei Templari», la sagra della cucina medievale «Lucania, Terra bianca e di Templari... aspettando Federico II di Svevia» a Palazzo San Gervasio.
BASILICATA/LAVORO: MARTORANO, SU STAGIONALI USCIRE DA LOGICA...La delibera della Giunta regionale per l'accoglienza dei lavoratori stagionali immigrati - aggiunge l'assessore Martorano - a seguito di ripetuti incontri con il presidente della Commissione regionale per l'immigrazione, Pietro Simonetti, e con i Sindaci dell'area, affrontava il problema in maniera completa, prevedendo l'assegnazione all'Ambito territoriale Vulture - Alto Bradano di 190 mila euro per utilizzare una struttura alberghiera di Palazzo San Gervasio, per
assicurare l'ospitalita' ai lavoratori stagionali e l'adeguamento del Centro di accoglienza di Contrada Piani.